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giovedì, 23 giugno 2005
E' da qualche giorno che non controllo il blog, e ora mi sembra che tutto sia tornato alla normalità, il mio ultimo sprazzo di pazzia, che più che uno sprazzo è stato un raptus in piena regola, è stato superato, ma chissà che cosa può riservare il domani.... Io parto in vacanza a metà luglio, c' è ancora tempo per molti e molti sprazzi, dunque state all' erta, mi farò vivo presto......
sabato, 18 giugno 2005
OK, OK, lo ammetto, forse ci sono andato un tantinello duro con il post precedente, a volte tendo a perdere il senso della misura, anche quel commento non molto diplomatico che ho lasciato oggi su un certo blog (la cui prorpietaria se ne accorgerà presto e verrà senz' altro qui a reclamare per le parole giusto un pochino pesanti che ho scritto). Conosco il proprietario di un blog che per una innocua battuta, interpretata male da alcuni, ha subito accuse di ogni genere, e più cercava di ribattere, più veniva attaccato, lui però si è divertito con questo battibecco, a me invece non piace litigare, anche se trovo stimolante la continua ricerca di argomentazioni e tesi per non dare al rivale l' ultima parola, in ogni caso metto qui ufficialmente le mie scuse verso tutti quelli che si sono ritenuti offesi, se le accettate bene, amici come prima, se non le accettate ve ne potete anche andare a fanculo, io non posso farci niente se sono fatto così.
Comunque sia, non crediate che smetta di scrivere alla mia maniera, sarebbe come tradire me stesso....
Penso di aver trovato il modo migliore per attrarre a me più visitatori:
ho notato, in molti blog con visite superiori a 1500 che ho esaminato, che una buona percentuale di post riguarda i tipici problemi adolescenziali (scuola, famiglia, sentimenti), problemi che, a causa della mia psiche estremamente atipica, non ho mai affrontato, evidentemente, però, questi problemi fanno molta audience.
Come ho fatto a non capirlo prima che il popolo di internet a storie spiritose predilige ficcare il naso nei cazzi di adolescenti complessati? Questo errore di valutazione per poco non mi sarebbe costato la morte del blog per mancanza di visite, ma ora posso rimediare: muterò la mia indole da adolescente calmo e tranquillo in un' indole da adolescente complessato e porterò alla ribalta il mio blog!!!! Comincio subito con alcune prove fatte giorni addietro:
1) Ieri sera mia madre, mentre stavamo guardando la televisone, mi ha preso il telecomando e ha cambiato canale, perchè il programma che avevo scelto ("Appuntamento con la storia") era troppo noioso....
Ma come si permette lei di maltrattare così duramente i miei sentimenti? Che cosa ne sa lei di come mi sento io, di quello che provo? La verità è che non gliene è mai importato niente di ciò che ho dentro, lei non mi capisce, altrimenti non avrebbe cambiato canale con quell' aria distaccata e da menefreghista. La odio, si la odio, perchè "Appuntamento con la storia" non è affatto un programma noioso, ma è invece un' interessantissimo programma di approfondimento culturale sulla storia contemporanea con testimonianze d' annata, e dura solo 4 ore e mezza! Mi sento bruciare dentro, potrei esplodere, la mia vita è uno schifo.
2) L' altro giorno, ero fuori a mangiare con alcuni miei compagni di classe, e ho chiesto alla Eli di passarmi il sale, e lei mi ha risposto freddamente, con un finto sorriso:" Guarda che ci arrivi a prenderlo da solo". Ma perchè si deve comportare così da stronza con me? Perchè non mi passa il sale? Questo è un chiaro messaggio di odio nei miei confronti, un odio che non capisco, dopotutto, siamo sempre stati buoni amici.... la verità è che lei è solo una stronza, perchè non mi ha passato il sale, e io avevo le posate in mano, e il bicchiere pieno d' acqua, e stavo masticando, e fuori pioveva, e mi prudeva il piede, mi sembrano abbastanza ragionevoli queste motivazioni, e allora perchè mi guardava come se fossi un pazzo furioso? Odio questi "amici", odio questa vita.
3) La scorsa settimana alla mia prof di latino ho chiesto che ore erano e lei mi ha detto, con falsa costesia:" Manca un quarto alle 9".
MA COME HA OSATO? Io lo avevo sempre saputo che era contro di me, perchè è una fottutissima stronza sadica che si diverte a bocciare gli studenti, sin dal primo giorno la avevo inquadrata, ma non immaginavo che sarebbe arrivata a tanto davanti a me e a tutta la classe.
Perchè mi ha detto "manca un quarto alle nove"? Non poteva dirmi "sono le 8 e 45" oppure "sono le 9 meno 1/4"? Perchè quella frase carica di sadismo e ferocia ingiustificata verso di me? Cerco appoggio tra i miei compagni di classe, ma a tutti sembra che quello che dico sia senza senso, perchè? perchè? Nessuno mi capisce, mi sento malissimo.......
Queste naturalmente sono solo le prime prove, in seguito sono sicuro di poter diventare ancora più complessato, e allora le visite saranno migliaia!!!
P.S.: ricordo che il sondaggio è ancora valido (V. post del 13 giugno)
giovedì, 16 giugno 2005
Ieri sera al Meazza si è manifestato un fenomeno che non è errato definire paranormale, qualcosa che ormai molti avevano rinunciato a vedere prima della loro morte, qualcosa che i ragazzini sotto i 16 anni avevano sentito solo nelle storie raccontate dai più anziani che hanno avuto la fortuna di nascere negli anni antecedenti il 1989.
Ieri sera al Meazza, davanti a 80000 persone è accaduto il miracolo, il prodigio tanto a lungo invocato, pregato, implorato, supplicato: L' INTER IERI SERA HA VINTO LA COPPA ITALIA.
Forse ora qualcuno penserà "capirai, avete vinto la coppa del nonno", ma quelli che pensano questo forse non tengono in considerazione che la finale è stata giocata contro la Roma che, d' accordo, sta attraversando un periodo di crisi, ma comunque stiamo sempre parlando della squadra capitolina, la squadra di Totti e di Cassano, e di certo non ci hanno regalato nulla.
Inoltre non conta se la coppa che alzi al cielo ha le orecchie o ha inciso sopra lo scudetto, ciò che conta davvero è il gesto, prendere la coppa a due mani e alzarla al cielo mentre da dietro sparano i coriandoli colorati dei colori della tua squadra, ciò che conta è essere lì, a godersi il trionfo dopo esserselo sudato con la fatica e il sacrificio, dopo averlo cercato con ogni tua singola cellula, con ogni tua goccia di sangue e di sudore.
E in ultimo, cosa non meno importante, conta il fatto che a consegnarla é stato quel simpaticone dello zio Fester, al secolo Adriano Galliani, e conta il secondo posto del Milan in campionato, e il secondo posto del Milan in Champions, non mi stancherò mai di dirlo: GRAZIE LIVERPOOL!!!!!!!
P.S.: ricordo che il sondaggio è ancora valido (v. post del 13 giugno)
martedì, 14 giugno 2005
ECCO PER TUTTI GLI "SCARICATI" CHE SONO ON LINE LA PIU' GRANDE RACCOLTA DI DUE DI PICCHE, TUTTI RIGOROSAMENTE VERI, E VI RICODO CHE IL SONDAGGIO E' ANCORA APERTO (V. POST DEL 13 GIUGNO)
I DUE DI PICCHEovveroIL MIO NON È UN "NO", MA UN "MI DISPIACE ..."
1. No, guarda, è un periodo che sono distratta da cose più grandi di me. Devo prendere delle decisioni che non so prendere, e così la mia percezione delle cose è confusa e incoerente…
2. L'ultima cosa che vorrei fare è ingannare qualcuno, a cui soprattutto tengo, così per gioco.
3. Stare con te mi piace perché sei una persona davvero interessante e in gamba, ma il mio cuore è preso interamente da un'altra persona (che notoriamente non la caga di striscio).
4. Da tanto tempo questa cosa mi prende, al punto che non mi ritengo neanche più sul mercato… (dice lei: poi la dà via come un frisbee).
5. Il mio ideale sarebbe farti felice in qualche modo, ma ovviamente non nel modo che mi chiedi tu… (forse voleva comprargli un gelato?).
6. Sono ovviamente lusingata da quanto mi dici e questo non ti sminuisce certo ai miei occhi; anzi…
7. Mi dispiace dovertelo dire così, ma su queste cose non si può mentire agli altri e soprattutto a sé stessi.
8. Anyway (sic!), non so neanch'io dove sto andando a parare: ho un po' perso il filo della mia vita.
9. La mia risposta non è "no", ma "mi dispiace".
10. Tu sei una persona capace di rendere felice gli altri, perché si vede che sei pieno di attenzioni, ma a me manca quel "clic" necessario a un vero amore.
11. Mi spiacerebbe moltissimo perderti, ma so che non ti posso imporre niente.
12. Tu mi hai offerto tutto. Io non ti offro nulla in cambio, lo so, se non la mia amicizia.
13. Se non potremo più vederci perché per te è senza senso lo capirò, anche se mi dispiacerà moltissimo.
14. A te la scelta sul da farsi ora: qualunque cosa farai sarà sicuramente giusta. Io spero di non doverti perdere per sempre, ma… c'est la vie, n'est-ce pas?.
15. Tu mi piaci molto, sì, mettiamoci insieme…, ma dopo l'estate!
16. Io, cosa, con chi ?!?
17. Io e te insieme? (risata) Ma dai, sii serio!
18. Tu sei un bravo ragazzo(/a): meriti di meglio.
19. Non ti merito.
20. Non sei tu che non vai bene per me: sono io che non vado bene per te.
21. Guarda, mi prendi alla sprovvista; dovrei pensarci, ma intanto continuiamo a vederci
22. Non posso perché ti voglio troppo bene!
23. No, guarda, le donne come me sono destinate a rimanere sole.
24. No, guarda, ti stai rendendo ridicolo (eventualmente: anche nei confronti di te stesso), e poi non sopporto gli uomini che piangono.
25. Guarda, un uomo che piange non piace a nessuno, tanto meno ad una ragazza… e lasciami il braccio, cazzo!
26. (Lui in lacrime. Lei, rifacendogli il verso:) Gnê… gnê… gnêêê.
27. (Lui le passa un braccio sulle spalle. Lei:) Dai, mi fai caldo… (lui non accenna a retrocedere: dopo cinque secondi, scrollando le spalle, con una smorfia) Daiii !
28. Può darsi che ci ripensi: è il momento che è sbagliato, non la persona.
29. Ma no, dai. E poi non sarebbe corretto nei confronti di Marco (che la sta tampinando da una vita, ma di cui a lei non frega un accidente).
30. Ma no, dai. E poi non sarebbe corretto nei confronti di Luisa (amica di lei che lo sta notoriamente puntando, ma che lui altrettanto notoriamente non sopporta). [N.d.r. Attenzione alla differenza con la n.29!!]
31. Alle volte mi chiedo chi sono, da dove vengo, dove vado: non ho trovato risposte per me stessa, figuriamoci per un altro.
32. Ma sei ubriaco? (sa benissimo che lui non ha bevuto niente)
33. Io non posso pensare a te se non come a un buon amico o a un fratello…
34. (Con tono decisamente seccato) No! non adesso!
35. (Con tono di rimpianto) Se me lo avessi chiesto un mese fa…
36. (Con stupore) Ma no! Cosa hai capito? … o forse è colpa mia che ti ho illuso? … ti ho dato delle speranze in qualche modo?
37. (Con tristezza) No, meglio di no, siamo troppo diversi e troppo uguali allo stesso tempo. Non potrebbe funzionare.
38. Cosa credi, certe cose costa più a me dirle che a te sentirle.
39. No, guarda, lasciamo le cose così come stanno: non roviniamo tutto.
40. Non che mi dispiaccia: mi aspettavo che prima o poi saremmo arrivati a questo punto, ma mi sembrava che tu avessi già capito dai miei atteggiamenti come stanno veramente le cose.
41. È meglio se ne riparliamo con calma un'altra volta (lui è evidentemente calmissimo).
42. No, non posso rinunciare alla mia libertà.
43. (Lui) Potresti fermarti a dormire da me … (pausa imbarazzata) Io dormo sul divano. (Lei) Su questo neanche si discuteva! E ora portami a casa.
44. (Lui, dopo tutta l'estate che ci prova, quando si rende conto che lei, che lo ha sempre rimbalzato, sta prendendo il taxi per l'aeroporto) Perché non mi hai detto che partivi? (Lei, come dando la più ovvia delle risposte) Perché non me lo hai mai chiesto. [N.d.r. Il colloquio si è svolto in inglese, ma è stato tradotto per semplicità di consultazione]
45. (Lui) Ti telefono la settimana prossima? (Lei) Si, si… semai anche quella dopo.
46. Ti chiamo venerdì! (Per due mesi silenzio, poi un giorno:) Ti ho chiamato almeno quattro volte... ma era sempre occupato oppure non c'era nessuno.
47. Ma no, non è vero che sto cercando di mettermi col mio ex. Ma chi ti ha detto questa stronzata? Ho il cuore libero ed aperto a qualsiasi nuova storia! (dopo un mese si rimette con il suo ex)
48. Non ti posso promettere niente, sto facendo il servizio militare e sono sempre in giro per missioni segrete. Non ci potremmo vedere mai!
49. Io ci tengo molto a te, solo che non è il momento ora che sto partendo e starò un anno all'estero. Non ci potremmo vedere mai. (Tornava a casa tutti i weekend, ovviamente senza mai farsi vivo)
50. Non ho più voglia di storielle del cavolo, ormai mi sono stufato. Se ora uscirò con una ragazza sarà per sempre. Voglio trovare una donna da sposare.
51. Dái! senti che bella musica, andiamo a ballare.
52. Ci tengo troppo a te, e poi non sei il mio tipo.
53. "Mi lasci il telefono?" "Ma no, dammi tu il tuo."
54. "Oggi e domani non posso..." "Beh! facciamo un'altra volta" "Ah, no. Io non faccio programmi"
55. Vedi, a me piace conoscere gente nuova, ma poi finisce lì.
56. Scusa se non ti ho chiamato prima, ma c' era brutto tempo (?????).
57. Vorrei stare con te, ma non ci riesco!
58. Sgomma!
59. No, guarda, non penso che sia una buona idea ...
60. Forse è meglio che ne parliamo un'altra sera
61. No: è il mio stomaco che me lo dice...!
62. Dài. forse non è il momento.
63. No, non me la sento.
64. No. guarda, è un periodo che devo lavorare molto... (e che cazzo c'entra ???)
65. I never mix business with pleasure. (internazionalmente geniale!)
66. Non ci conosciamo abbastanza.
67. No, il nostro segno zodiacale non sarebbe compatibile.
68. Toh, guarda, è arrivato Luigi...! (manovra improvvisa per distrarre e troncare di netto l'approccio.)
69. No perché ho intenzione di trasferirmi a Roma
70. Sì, sto molto bene con te, ma nella mente aleggia ancora il fantasma del mio ex: devi apettare (sta ancora aspettando!).
71. Sai, in verità penso che non troverò mai nessuno con cui essere felice... Sono io che ho qualcosa che non va!
72. Deve essere bello amare una persona così tanto come tu ami me... Non mi è mai successo
73. Prima che io e te riusciamo a stare bene assieme deve passare del tempo... (3 sec. pausa) ...molto tempo, almeno una decina d'anni.
74. Ho bisogno di tempo per pensarci, lasciami in pace e non farti più vedere per tutta l'estate; ne riparleremo al ritorno dalle vacanze. (Ad ottobre inoltrato lui da perfetto masochista la cerca e lei:) Sto bene così, senza di te, ho fatto la scelta giusta.
75. () Sono un po' imbarazzata... temo che dovrai aggiornare la tua lista dei due di picche!.
76. No, abbiamo tempi diversi. Dovresti imparare a capire i miei ritmi.
77. Scusa, non capisco.
78. Mi dispiace tu abbia frainteso i miei segni d' amicizia: se l'avessi immaginato non mi sarei mai sognata di darti dei segnali "sbagliati" (il tutto mentre lei abbraccia lui strettissimo e, col capo chino, fa sgorgare a comando una sincera lacrima di commozione).
79. (Lei gli da un input imprudente e lui le salta letteralmente addosso. Lei:) Adesso tu prendi e vai dai tuoi amici a raccontare che sono una figa di legno perchè tanto io con te non ci sto. Capito? Non ci sto.
80. È inutile che insisti, tanto come ti ho già detto due anni fa io con te non ci scopo.
81. Vedi, il punto è che in questo momento non me la sento di avere una storia con nessuno e tu sei una persona che vale troppo per rovinare questa amicizia che sta nascendo. Forse un giorno sarà diverso ma in questo momento è così e ti chiedo di rispettare questa mia decisione. (Lui:) Quando cambierai idea forse io non ci sarò più... (Lei:) Ne sono consapevole.
82. (Lui le ha chiesto di diventare il suo amante) In questo momento sono troppo innamorata di me stessa per accettare un ruolo secondario.
83. (Lui le ha proposto di fare un giro) Sì, magari facciamo un giro a quella mostra con Xxx (esperto d’arte, famosa checca) così ci dice qualcosa di quella giovane artista giapponese...
84. Il sentimento in questo momento non fa parte del mio universo.
85. Guarda, non so cosa mi succede, ma mi prende malissimo...
86. Prima di dire certe cazzate, ricordati almeno il mio nome !
87. Non ci posso fare nulla, non c'è la chimica ...
88. Ti conosco troppo bene, so di cosa tu hai bisogno... e ti posso assicurare che non è me che vuoi.
89. Irrazionalmente potremmo stare insieme... razionalmente no.
90. La mia vita è già abbastanza caotica: non mi confondere ancora di più le idee, ti prego.
91. Mi dispiace, in questi giorni riapre la stagione di caccia. Ciao, ci vediamo.
92. (Dopo aver passato due ore a parlare, lui cerca di baciarla. Lei:) È tardi, sono stanca, devo rientrare.
93. Io ora sto con Guido, lui ha riempito tutti i buchi che tu hai lasciato liberi... in tutti i sensi !
94. Sparisci, rospo !
95. (Lui tenta un impacciato approccio:) Ciao, mi chiamo ... (Lei, con aria furbetta e altezzosa:) Je ne parle pas italien! (Lui:) Pas de problemes, je parle francais. (Lei, fredda, girandosi da un altra parte:) In questo caso non parlo nemmeno francese!!!
96. È ora che cambi il cellulare, non funziona mai e c'è sempre la segreteria telefonica, e tu sai che io odio lasciare i messaggi in segreteria. (Il cellulare funziona benissimo e non ha la segreteria telefonica)
97. Guarda, io non potrei mai mettermi con l'ex ragazzo di una mia amica. (Evidentemente quella a cui ha fatto da testimone di nozze e di cui si è scopata il marito al ritorno dal viaggio di nozze è una semplice conoscente)
98. Facciamo che stiamo almeno un mese senza vederci, così capiamo se la cosa è una cosa seria. (Evidentemente non era una cosa seria: non l'ha più vista)
99. (usciti dal ristorante dove lui ha speso una fortuna, passeggiando in direzione dell' auto lasciata intenzionalmente lontana) ... perché poi vedi, fai conto che fra noi non ci fosse soltanto amicizia, ma un sentimento che ci legasse in maniera più, come dire, profonda....no? (lei:) ...uh uh, pensa tu che verrebbe fuori. È quella la tua macchina?
100. (Lui) Ciao, ti ho telefonato per chiederti se volevi uscire con me questa sera. (Lei) No grazie, sai in questo periodo non ho testa!... (Dopo qualche tempoi, Lui) Ciao, come stai? Vieni con me ad una festa? (Lei) No grazie, sai ultimamente ho perso la testa!
101. (Lei lo aspetta a casa da un'ora, Lui le telefona) Pronto, sono un po' in ritardo perché è venuto a trovarci l'ex di mia sorella. (Lei) Che centri tu con l'ex di tua sorella? (Lui) No è che dovevo anche accendere il videoregistratore e... (Lei) Non è che ti è anche caduto un meteorite nel giardino e ti sei fermato a spalarlo? (Lui) Sì.
102. Sai, io non sono libero, in questo momento non è che mi sento in colpa, SONO in colpa.
103. (Lui) Vuoi qualcosa da bere? (Lei) No grazie, devo guidare. (Lui) Non ti preoccupare, ti accompagno io (Lei) No grazie, abito molto lontano...
104. (Telegramma) Sentimenti mutati. Ritieniti libero. Stop
105. (Lui, dopo che lei lo ha accusato di avere la testa a cassetti) Sai, dopo l'altra sera non riesco più a chiudere il cassetto... c'è sempre un calzino che spunta fuori. (Lei) Provaci meglio.
106. Il tuo compleanno? L'avrei detto che sei scorpione... Venerdì non mi scappi, ti chiamo di sicuro per farti gli auguri! (Venerdì: ???)
107. (Lui) Simpatica la tua amica. (Lei) Lascia stare è fidanzata. (Lui) Non sono mica geloso, e poi comunque di fianco a te scompaiono tutte... (Lei) Appunto, quindi lasciala stare.
108. Ma non ti senti un po’ ridicolo? (Poi, fissando il suo sorriso imbarazzato:) Almeno togliti quel pezzo di insalata che ti è rimasto tra i denti ...
109. Non perdi tempo tu con le ragazze! Malauguratamente io ho tempi moolto lunghi.
110. Mi dispiace, ma qualcuno è stato più veloce di te.
111. (Lei) Non sei il mio tipo. (Lui) E com’è il tuo tipo? (Lei) Non ha niente a che vedere con te.
112. Guarda, questa è stata una serata perfetta: non la vorrai mica rovinare così?.
113. Credimi... (appoggiandogli una mano sulla spalla) non posso proprio.
114. No, guarda, io di solito non mi metto con i ragazzi più giovani di me perché so già che sorgerebbero un sacco di problemi che non potrei sopportare.
115. Io sono una persona molto complicata con cui avere a che fare (il che non le ha impedito di andarsene in vacanza con uno che aveva conosciuto solo 2 settimane prima).
116. (Lui) Vedi ora che ti ho detto che ti voglio bene... sto tremando. (Lei) Anch'io sto tremando, la finestra è aperta ed entra un vento gelido.
117. (Lui) Io sono libero, tu sei libera, perchè non ci occupiamo? (Lei) E che siamo, due bagni?
118. (Lei) È tardi (Lui) Ma no, dai, non è tardi ... (Lei) Per una serata come questa, è tardi.
119. (Ad un aperitivo: Lui) Cosa ne dici, andiamo a mangiare qualcosa? (Lei) Oggi non posso, sentiamoci domani. (L’indomani, Lui) Allora cosa ne dici, ci vediamo, che so ... lunedì, martedì.... (Lei) Ma, guarda, ho deciso che devo mettermi a dieta. (Lui) Beh, allora si può fare un altro aperitivo. (Lei) La dieta comprende anche quelli.
120. (Lui) Allora è un sì o un no? (Lei) Guarda, io vorrei che fosse un sì, ma so che è un no.
121. (Lui) Allora, ti aspetto davanti al cinema? (Lei) Guarda, facciamo così: se mi vedi vuol dire che vengo se non mi vedi vuol dire che non vengo (da candidare all'Oscar per la sua impareggiabile genialità).
122. (Lui) Allora mi chiami tu? (Lei) Va bé dai ci sentiamo...
123. Guarda al 99% vengo (non è mai venuta, al 100%!).
124. Niente di personale, ma non ti amo più.
125. (Lui) Sai, stiamo così bene insieme, che potremmo uscire insieme in un modo un po' diverso da come stiamo facendo. (Lei) Guarda, non è per te, ma credevo di averti fatto capire che non sono interessata ad uscire con nessuno in questo momento.
126. No, sei fidanzato.
127. Sei dolce come mai nessuno, ma io devo essere trattata male per amare! (Zanzo)
128. (Lui, in partenza) Non ti mancherò? (Lei) Certo che mi mancherai, chi mi pagherà la colazione tutte le mattine?
129. (Lui, alla sprovvista) Hai impegni stasera? (Lei) Nnn...ssi si, purtroppo non posso uscire con te.
130. (Telefonata ad un cellulare) Pronto, ciao (bla, bla...), e se uscissimo insieme questa sera? (Lei) Cosa? pronto, pronto, pronto... la linea è disturbata non sento più niente, sono in una zona senza campo... Ci sentiamo prossimamente, ciao. (Il telefono prendeva benissimo).
131. (Lui, con voce suadente e carica di speranza) Ti andrebbe di uscire con me sabato? (Lei) Questo sabato non ho voglia di uscire e comunque prima di tentare di conoscere gli altri dovresti conoscere te stesso.
132. (Lui) Ti vuoi mettere con me? (Lei) No, e comunque prima dovresti chiederlo a quella tribù di bambini (brufoli, nda) che hai sulla fronte.
133. (Lui) Non sono il tuo tipo, e poi scorreggio a letto. (Lei) Si, eppoi anch'io scorreggio a letto.
134. Non ho bisogno di essere giudicata, ma di essere capita.
135. (Lui) Ti telefono? (Lei) No, guarda perché... hmmm... (click!)
136. Pensavo a te recentemente... (segue sorriso interlocutorio)
137. Ti amo tanto ma non posso! Ora scusa vado a letto perche ho sonno.
138. Caro, sono innamorata di te, ti amo un sacco, ma non voglio amarti perché mi incasini la vita.
139. In queste due settimane ho avuto degli sbalzi di umore, non sempre avevo voglia di vederti, e tu non lo meriti, il venerdi e sabato è ancora sacro e poi... sta arrivando la primavera e l'estate ma se torno faccio le cose giuste questa volta, credimi mi dispiace molto, io ci ho provato ma non sono ancora pronto per una storia seria. Mi credi?
140. Non credere che non ci abbia pensato, ma adesso non avrebbe senso gettarmi tra le braccia di qualcuno. Forse un domani. E forse no.
141. (Lui) Perché non ci diamo la mano? (Lei) E a chi ce la dobbiamo dare, la mano?
142. Mi ha detto di dirti che non c'è ma comunque di lasciare un messaggio
143. Saresti anche simpatico... ma sei così cretino!
144. (Vivono in due diverse città. Lei) Ci vediamo a fine Giugno? (Lui, con voce terrorizzata) Non pensavo che volessi vedermi così spesso! (È metà maggio!)
145. Ti presento una mia amica a cui piacerai sicuramente: lei impazzisce per quelli un po' bruttini ma simpatici.
146. Sarò cretina, ma il sentimento o c'è subito o non c'è, non può arrivare dopo un pò di tempo: tu sei un carissimo amico.
147. Mi dispiace ma la mia religione me lo vieta!
148. Anche io ti amo, ma il mio è un amore che non può andare al di là dell'amicizia!
149. …Perchè vedi, tu non sei come gli altri. Tu sei diverso, mi capisci, io con te posso parlare, confidarmi. Gli altri invece pensano sempre a una cosa sola.
150. Grazie della serata, ci sentiamo in settimana.
151. No guarda non posso uscire con te perchè ti considero un cugino anzi un fratello (ci vediamo solamente qualche volta il sabato sera in discoteca e basta)
152. (Lui) Dove lo trovi uno come me? (Lei) Mmh..mi dai qualche giorno di tempo per farti una lista completa?
153. Vabbè ..che devo dirti.. .non so..mi piacerebbe stare con te...anche essere la tua tipa, eventualmente (anche se c'è parecchia differenza d'età..). Ma fare l'amore così, con uno che non conosco e che che poi non rivedo... insomma, non è il mio genere, credimi... poi magari sono un tipo sensuale, faccio molto l'amore... ma preferisco con persone con cui ho un rapporto che dura nel tempo..una botta e via mi mette tristezza e mi umilia... oh, ora te l'ho detto! sei contento?
154. Sono arrivata ad un bivio, inevitabilmente..
155 (Lui) Senti, comunque non sai cosa di perdi. (Lei) Veramente sei tu che non sai quello che ti sei perso.
156. Non vorrei accorgermi troppo tardi che tu nonsei fatto per la vita di coppia.
157. No, non è che non voglio stare con te, è che tu non me l'hai chiesto!
158. Al momento è tutto overbooked. Però puoi metterti in lista di attesa.
159. Non ho ancora reciso il cordone ombelicale che mi lega amia madre.
lunedì, 13 giugno 2005
ATTENZIONE! ATTENZIONE!
Comincia oggi il sondaggio "YOUR FAVOURITE GUITAR SOLO" : scrivetemi nei commenti qual' è il vostro assolo di chitarra preferito, alla fine, dopo che avrò ascoltato tutte le canzoni citate da voi decreterò la vincitrice.
Questo sondaggio comincia oggi e finirà tra un mese esatto, il 13 di luglio, se nessuno partecipa, peccato! A quel punto decreterò vincente il MIO assolo preferito, che sto ascoltando proprio ora mentre scrivo, in ogni caso, IL SONDAGGIO E' APERTO!
domenica, 12 giugno 2005
Cercando su internet qualche antica leggenda su civiltà ormai scomparse, ne ho trovata una particolarmente interessante, tratta da antichi miti dell'area mesopotamica...
Viveva in quel tempo, nei primi giorni del mondo, un sovrano molto ricco e potente, che regnava su territori vastissimi.
Il suo nome era Kakka.yt ed era un uomo assai orgoglioso e superbo. Egli era una persona molto attenta al lusso e all'aspetto esteriore delle cose e per questo amava circondarsi delle donne più belle, vestirsi degli abiti più pregiati, adornarsi dei gioielli più preziosi, cibarsi dei piatti più prelibati.
Il sovrano amava la bellezza e la perfezione e di conseguenza odiava la sporcizia e l'impurità, ma sopra ogni altra cosa odiava la merda, al punto da essersene proclamato nemico. Aveva intrapreso dunque una crociata contro di essa, facendo costruire i gabinetti a molti chilometri di distanza dalla città (nella vana speranza che la gente rinunciasse a cagare) e giustiziando tutti coloro che venivano sorpresi a farla altrove.
Il sovrano era talmente ossessionato che aveva fatto murare l'ano di un cortigiano che aveva osato emettere una minuscola loffetta in la bemolle, nemmno puzzolente e appena udibile.
Era una lotta, la sua, che dava ottimi frutti perché il suo reame era il più pulito e splendente mai esistito e il popolo, seppur infelice, non osava sporcarlo.
Ma gli rimaneva il più grave dei problemi perché, ebbene sì, anche lui, così bello e perfetto e raffinato, così maniacalmente profumato e lindo, anche lui che passava nella vasca da bagno 6 ore al giorno (e, orrore, senza mai concedersi le gioie dell'idromassaggio intestinale che tanta gente ha reso felice) andava regolarmente di corpo due volte al dì.
Da anni i medici, i maghi e gli scienziati di corte studiavano il modo per farlo smettere, ma avevano ottenuto solo di fargliela fare rosa e con un lieve retro-aroma di rosmarino.
Il sovrano si disperava, e più si disperava, più si accaniva: costringeva i contadini e perfino i cavalieri del suo esercito a girare col palettone per gli escrementi di bovini e cavalli, e aveva addirittura imposto che non si potesse più costruire nulla col legno marrone, che la terra venisse dipinta di verde, azzurro e violetto e che la nutella venisse fatta col cioccolato bianco.
La sua vita si susseguiva così monotona e candida da anni, tra una decapitazione di un venditore di prugne e una lacrima a solcargli le guance ogni volta che si sedeva sul water, ma il destino aveva in serbo qualcosa di sconvolgente.
Accadde dunque un giorno che gli giungesse voce dell'esistenza di una fanciulla tanto bella che si diceva che gli dèi stessi facessero la fila per incontrarla.
Subito il sovrano la volle al suo cospetto ed inviò quindi immantinente una spedizione che la conducesse a palazzo. Quando ella arrivò Kakka.yt trasalì: era veramente splendida, con i capelli d'oro, gli occhi di zaffiro e la pelle d'avorio.
Il sovrano le chiese di ballare per lui e la donna danzò in modo così sensuale ed aggraziato che gli stumenti continuarono a suonare da soli anche dopo che i musicisti avevano finito il brano, pur di farla continuare.
Quella notte stessa kakka.yt la chiamò a giacere nello stesso letto con lui.
La ragazza si presentò al re nuda e perfetta, incantevole ed erotica: la più bella visione mai scorta da occhio umano.
Il re la ghermì ed iniziò a baciarla, carezzarla, stringerla forte a sè. E proprio mentre stava per raggiungere l'apice della felicità (chiamiamolo così...), ecco che la splendida creatura emise un lieve peto, accolto dal re con meraviglia.
<<Ti perdono, mia amata>>, disse però, magnanimo, dopo essersi ripreso dallo stupore.
Ma la ragazza si mise a ridere malvagiamente e proruppe in una serie di scoregge una più potente, sonora e puzzolente dell'altra (sembrava che fosse la notte di capodanno in Iraq), per concludere poi con un poderoso peto a squarciaculo che tolse il respiro all'attonito sovrano.
Dopodiché la ragazza iniziò a defecare, e cagò talmente tanto che sommerse il re fino alla gola in una massa marrone semiliquida e tremendamente impestante.
Il re piangeva senza pudore e non credeva a ciò che era accaduto, quando...
La donna iniziò a trasformarsi.
Kakka.yt capì tutto, quando vide che, sotto le spoglie di femmina meravigliosa, gli si era in realtà presentato il dio Merdàk, signore dello sterco, delle flatulenze e dei letami.
Da quel giorno il re capì i suoi errori e cambiò vita. Costrinse tutti i suoi sudditi a cagare sempre e dappertutto, riempiendo le strade di merda. Il popolo gioiva, poiché i fiori crescevano forti e rigogliosi, tutti la pestavano e vincevano al super enalotto, nessuno doveva perdere più tempo a lavarsi, nessun nemico si sognava nemmeno lontanamente di invadere il paese e gli sceneggiatori di telenovelas e varietà trovavano spunti di ispirazione dappertutto.
Fu da questa civiltà che nacquero tutte le altre del mondo...
sabato, 11 giugno 2005
la scottatura mi brucia ancora, non riesco quasi a muovermi, ma penso di riuscire comunque a postare.......
Di questa cosa che sto per parlarvi me ne sono accorto ieri.
sapevo che molta gente usufruiva dei servizi di Splinder, ma mai avrei immaginato che fossero stati creati finora PIU' DI 120000 BLOG! Il contatore si trova in basso a destra nella home page, ma il mio occhio, incredibilmente, non era mai caduto da quella parte, e quando ieri è successo sono rimasto sbigottito e vi spiego il motivo: avevo creato questo blog per intrattenere i naviganti con i miei Sprazzi Di Pazzia, ma come faccio, se devo sostenere la concorrenza di altri 120000 e passa blog? Non voglio far intendere che io creda che il mio blog sia inferiore ad altri, perchè ho visitato dozzine di blog e alcuni facevano proprio-scusate la parolaccia-cagare, e molti venivano abbandonati a sè stessi dopo solo uno o due post.
Il problema di fondo però rimane, ovvero, come posso mettermi in luce con così tante, seppur non tutte migliori, opzioni? E' come quel tifoso che va allo stadio con uno striscione stupendo ma nessuno se ne accorge perchè ce ne sono altri mille che formano una massa indistinguibile, e allora come fare? COME? COME?
venerdì, 10 giugno 2005
Eh, allora, ecco..... io.... cioè, voglio dire che.... insomma, voglio... raccontare, che, praticamente, l' altro giorno, io, cioè, stavo..... guardando, leggendo... insomma, cioè, voglio dire che ho visto... una cosa.. che, ecco....
Scusatemi, ma con la scottatatura che mi sno preso oggi all' aquatica non riesco a formalare pensieri coerenti, sbglio ance i tasti, se solo mi sarebbi messato un po di.... quella lì.... la cosa-per-non-scottarsi, come si chiama... la crema.... se solo riuscirebbi a formulatare frasi sensasate, .... ma brucia, BRUCIA! BRUCIA TROPPO!!!!!!!!!!
giovedì, 09 giugno 2005
CAPITOLO 2
Quella non era una giornata normale per chi lavorava in quell' edificio, ma era l' ultimo giorno di lavoro, e in ogni angolo si respirava un clima di allegria e serenità.
Il suono della campana fu accolto con urla di gioia da tutti gli impiegati, che subito si diressero all' uscita carichi di un' euforia incontenibile, ma non fecero in tempo a raggiungere il cancello che una forte esplosione scaraventò tutti per terra, uccidendo all' istante quelli più vicini all' uscita.
In pochi istanti le grida di gioia si erano tramutate in grida di orrore, tutti erano presi dal panico totale-proprio quello in cui sperava John-, storditi dall' inconcepibilità di ciò che era appena successo, ma non ebbero il tempo di riordinare le idee che una seconda esplosione si abbattè su di loro, uccidendone ancora.
"Devo far ben valere le mie 30 granate a disposizione" pensò John, che ormai, preso da una sorta di furia omicida, non si curava più delle considerazioni fatte solo pochi minuti prima, aveva solo in mente il suo obiettivo: sterminarli tutti.
Mentre le granate tuonavano, la gente cercava in ogni modo di ripararsi dai colpi, alcuni erano agonizzanti per terra, chi senza una gamba, chi senza un braccio, chi addirittura con tutto il corpo dilaniato dalle deflagrazioni, e l' asfalto da grigio aveva assunto diverse tonalità di rosso, a seconda di quanti morti c' erano in questo o in quel punto.
Ormai le granate erano finite, era tempo di ritirarsi e tornare al campo base, ma in quel momento accadde l' imprevedibile: John, preso come era dalla sua frenesia assassina, non si era accorto dell' avvicinarsi nel suo punto di uno dei dipendenti, che impugnava una granata inesplosa; fu un momento: con decisione la scagliò contro di lui, e non appena lo toccò esplose, vaporizzandoli la faccia e squarciandoli il corpo, ma era tutto inutile, la missione era compiuta.
mercoledì, 08 giugno 2005
CAPITOLO 1
John se ne stava lì, rannicchiato, dietro il muretto, in attesa della massa ignara, il suo obiettivo.
Dalla sua posizione strategica, la cima di una scala esterna, aveva una visibilità eccellente di tutta la zona-obiettivo e una buona protezione da eventuali contrattacchi.
Il suo compito consisteva nell' attendere in quel punto che il grosso del gruppo uscisse dall' edificio, l' ora stabilita erano le 11:10, a quel punto, avrebbe dovuto attaccarli e abbatterli tutti, senza alcuna pietà.
-Ma che bisogno c' è di essere così spietati- pensò John, mentre l' orologio della chiesa vicina rintoccava per undici volte -in fondo costoro non ci hanno fatto niente di male, non hanno colpa- ma John era solo un soldato semplice, e i soldati semplici non devono pensare, devono semplicemente obbedire agli ordini dei superiori, e se un superiore gli ordina di fare una strage lui la deve fare senza battere ciglio.
Mentre tutte queste considerazioni affollavano la sua mente i minuti passavano inesorabili, presto non ci sarebbe stato più il tempo di pensare.
Ormai mancavano solo 50 secondi all' ora X, tutto quanto, il successo o la disfatta, si sarebbe compiuto di lì a poco, non c' era posto per l' indecisione, -O io o loro- si disse tra sè, e cominciò a preparare le granate senza più esitare.
Alle 11:10 precise la gente cominciò a uscire piano e ordinata, un fiume di persone che presto avrebbe ammorbato l' aria con l' odore del loro sangue...
martedì, 07 giugno 2005
L'audio e' stato cancellato dallo spazio su Splinder
sto collaudando i post audio, in ogni caso, la voce dell' operatore del servizio sembra quella di un travone peruviano, provate anche voi a chiamare per fare un post audio e vedrete se non ho ragione.......
lunedì, 06 giugno 2005
eh si, amici, ormai siamo agli sgoccioli, la scuola sta per finire.
Se devo fare un bilancio di come è andato l' anno non mi posso certo lamentare, d' accordo, i miei due debiti non me li leva nessuno, ma quando sei in quarta l' importante alla fine è passare, non importa se con 1, 2, 3, 4 debiti formativi.
Già pregusto l' ultimo giorno, sarà un vero e proprio massacro, non vedo l' ora, sto già facendo scorta di uova e farina, nessuno ne uscirà intonso, tranne i professori ovviamente, anzi, potrei approfittarne per fare da scudo umano ai docenti, magari, per gratitudine, mi tolgono un debito formativo.....
domenica, 05 giugno 2005
ho osservato con piacere che il contatore del gas segna 100 euro, e voglio ringraziare tutti quelli che hanno contribuito a innalzare la bolletta, i prossimi ringraziamenti quando arriverò a 500 euro
sabato, 04 giugno 2005
ANF... PUFF... CACCHIO CHE CALDO!
Io adoro l' estate, sul serio, però il caldo non sono mai riuscito a sopportarlo, e quest' anno, poi, che mi sto facendo crescere i capelli, è una doppia tortura ! La cosa peggiore è che se fa troppo caldo soffro di allucinazioni, e non ridete perchè è una cosa seria ! Nella mia vita con queste allucinazioni da caldo ho visto veramente di tutto:
ho visto chierichetti confondere sacrestia con carestia e morire di stenti, ho visto statuine del presepe prendere la via del mare per una breve vacanza lontana dal muschio, ho visto rinoceronti sudare sette camice per mettersene una, ho visto gente annegare con abnegazione, ho visto politici che facevano pascolare in branchi i loro capri espiatori, ho visto la disperazione di nani che si vedevano crescere solo i capelli, ho visto galline violente covare odio, ho visto pantaloni che picchiavano la gente perchè erano dei mascalzoni, ho visto gente telefonare con un pacemaker senza fili chi gli stava veramente a cuore, ho visto fattoni di destra che facevano di tutta l' erba un fascio, ho visto cani molto religiosi rincorrere preti per mordergli l' osso sacro, ho visto poliziotti lavorare solo in casa perchè erano agenti immobiliari, ho visto lupi pelosi e lupi viziosi, belve ferine e fiere di belve, cani che vengono trattati come uomini e uomini che fanno una vita da cani......
Ma alla fine delle visioni, per fortuna, ritorno sempre alla perfetta e rassicurante realtà, che forse non è poi così perfetta, ma almeno se vedo delle cazzate so a chi dare la colpa!
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